Trust italiano e Trust statunitense

Il nostro studio è esperto in Trust Famigliari Italiani e Statunitensi

Il Trust

Il trust è un istituto giuridico di origine anglosassone con cui un soggetto SETTLOR (denominato disponente) trasferisce beni e diritti a un altro soggetto (detto TRUSTEE) il quale assume l’obbligo di amministrarli, nell’interesse di uno o più beneficiari, affinché si raggiunga un determinato scopo (indicato dal disponente).

Oggetto del Trust
Oggetto di Trust possono essere beni: mobili, immobili, materiali o immateriali.

La caratteristica principale dell’istituto risiede nello sdoppiamento del concetto di proprietà; i beni, anche se sono intestati al trustee non fanno parte del suo patrimonio personale. In altre parole la proprietà legale del trust è attribuita al trustee, il quale ne assume i relativi diritti.
I beni in questione restano segregati nel patrimonio del trust per cui risultano estranei sia al patrimonio del disponente che a quello del trustee.

Tutela del Trust

Il patrimonio del Trust tee non può essere attaccato da eventuali creditori del Disponente;
Non rientra nella massa ereditaria del trustee in caso di morte, ma in quella del Beneficiario indicato dal Disponente;
Non rientra nel regime patrimoniale legale della famiglia del trustee, ma in quella del Beneficiario;
Non può essere utilizzato per scopi differenti da quelli elencati dal Disponente del Trust
Non può neanche essere aggredito dai creditori degli eventuali beneficiari fino a quando non avviene l’attribuzione da parte del Trustee, il Beneficiario comunque potrebbe disporre i beni ad eventuali terzi.

Parti del Trust

Disponente (Settlor)
E’ colui che decide di costituire un trust e di conferire a un altro soggetto la gestione di parte del suo patrimonio, materiale e/o immateriale. E’ colui che detta le regole di gestione dei beni nell' accordo di trust.
Per quanto l’istituto preveda che la gestione patrimoniale venga lasciata al trustee, il disponente può, in fase di redazione dell’atto istitutivo, riservarsi alcuni obblighi e diritti.

Il Fiduciario (Trustee)
E’ colui che con l’istituto diventa il  proprietario legale dei beni. E’ colui che si occupa dell' amministrazione e gestione del patrimonio, secondo le direttive ricevute dal disponente, per tutto il tempo previsto dall’istituto.
Il suo ruolo, che può essere ricoperto da chiunque sia legalmente capace di agire, si concretizza in una serie di obblighi che possono essere così riassunti: preservare il fondo in trust; redigere periodicamente un rendiconto del proprio operato; agire con imparzialità nei confronti dei diversi beneficiari, ove presenti; non deve trarre vantaggi dal fondo, né diretti né indiretti.
La funzione di trustee è svolta usualmente da familiari o persone di fiducia; può anche essere svolta da professionisti e società fiduciarie (trust companies).

Guardiano o Protector
La sua presenza nell’istituto di Trust di scopo non è sempre necessaria.
Il suo compito, laddove previsto, è di vigilare sull’attività del trustee nell’interesse del beneficiario. Tra le sue funzioni: la revoca e la nomina del trustee; l’espressione del proprio consenso in merito alle decisioni del trustee; la comunicazione di direttive e istruzioni al trustee affinché porti a compimento determinate azioni.

Costituzione del Trust
Un trust può essere costituito tramite atto scritto, sia da persone fisiche che da persone giuridiche (enti, società ecc.). La prassi italiana tende verso la stipula per atto pubblico, o scrittura privata autenticata nel caso in cui il conferimento riguardi beni mobili registrati o beni immobili. Nell’atto il disponente stabilisce: la durata, i beneficiari, i poteri conferiti al trustee e all’eventuale guardiano, le direttive per l’amministrazione dei beni.

Tipologie di Trust

Possono essere istituite varie tipologie di Trust:

Trust familiare, Trust immobiliare, Trust commerciale, Trust liquidatorio, Trust di scopo e Trust discrezionale.

Tra gli ambiti di applicazione più comuni figura quello familiare; il Trust in tal senso è utilizzato per assistere soggetti deboli (minori o soggetti diversamente abili) e per preordinare una successione ereditaria.

Nel settore immobiliare, ad esempio, il Trust viene invece istituito in presenza di attività professionali rischiose, con lo scopo di proteggere i beni immobili personali che, una volta divisi dal patrimonio aziendale, diventano impignorabili.

Tra le altre forme di Trust quelle di beneficenze e quelle che hanno come finalità investimenti pensionistici.

Il Trust nel diritto italiano

L’istituto e lo strumento del “trust” pur non essendo disciplinato in modo specifico da alcuna norma di diritto interno è considerato come “legittimo” in virtù della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione dell'Aja del 1 luglio 1985, entrata in vigore il 1 gennaio 1992. 

Si tratta, quindi di un istituto riconosciuto in Italia ma non regolamentato dalla legge italiana. La legge applicabile andrà quindi scelta volontariamente dal disponente nell’ambito delle giurisdizioni che ammettano e disciplinano in modo specifico il trust (esempio l’Inghilterra, gli Stati Uniti, ecc). 

Con la ratifica della Convenzione, riguardante, in particolare, “la determinazione della legge e il riconoscimento del trust negli stati contraenti” (art. 1), l’Italia non si è obbligata al riconoscimento di qualsiasi tipologia di trust, ma, esclusivamente, di quelli “istituiti volontariamente e provati per iscritto” (art. 3) e regolati dalla legge (art. 6) scelta dal soggetto istituente ovvero da quella avente il collegamento più stretto con il trust (art. 7)”. 

La peculiarità dell’istituto risiede nello sdoppiamento del concetto di proprietà, tipico dei Paesi di common law: la proprietà legale del trust, attribuita al trustee, ne rende quest’ultimo unico titolare dei relativi diritti (seppure nell’interesse dei beneficiari o per il perseguimento dello scopo definito), nonostante i beni restino segregati nel patrimonio del trust e diventino estranei, quindi, al patrimonio sia del disponente che a quello personale del trustee. 

Nel trust viene spesso prevista la figura del cosiddetto guardiano o protector al quale, possono essere attribuite quattro funzioni: i) l’esercizio di poteri dispositivi o gestionali (comunemente la revoca e nomina trustee); ii) esprimere il proprio placet sulle determinate decisioni assunte dal trustee; iii) Impartire direttive o istruzioni al trustee per compimento specifici atti iv) funzione di controllo sull’operato del trustee. 

Il disponente (o settlor) è colui che decide di istituire il trust, conferendo determinati suoi beni (mobili immobili, materiali o immateriali) in Trust. Con l’istituzione del trust il disponente ottiene la separazione dalla parte di patrimonio che conferisce in trust da quella che resta nella sua sfera patrimoniale (effetto segregativo). Effettivo proprietario dei beni stessi diventa il Trustee, che li amministra, gestisce e ne dispone per tutto il tempo previsto nell’atto istitutivo e secondo le istruzioni ricevute, per il raggiungimento dello scopo. Il Trust è un istituto diverso dal rapporto fiduciario, dove la Società fiduciaria è semplice intestataria, in forma anonima, dei beni interessati, che restano però di proprietà del cliente. Viceversa, nel Trust i beni costituiscono una massa patrimoniale separata e distinta da quella del Disponente e del Trustee. Per questa fondamentale differenza, il Trust è più idoneo a proteggere un patrimonio e a realizzare la destinazione secondo gli obiettivi fissati dal disponente.  Al momento dell’istituzione il disponente, sottoscrive un atto istitutivo di Trust ed un atto di conferimento di beni o dei diritti (il conferimento può anche essere effettuato in un momento successivo). E’ ammissibile disporre un Trust nel proprio testamento.  

A differenza di un fiduciario, un Trustee diventa effettivo proprietario dei beni a lui affidati di cui ha il potere di amministrare, gestire e disporre, con la diligenza del buon padre di famiglia, secondo le istruzioni che gli ha dato il Disponente e secondo la legge che regola il Trust; ha inoltre l’obbligo di render conto al Disponente, al beneficiario e/o al “Guardiano” (Protector o Enforcer), laddove previsto, del suo operato. I beni intestati al Trustee non entrano a far parte del suo patrimonio personale e sono insensibili alle vicende personali, familiari, successorie e fiscali sia del Disponente che del Trustee.  

Usualmente il trust viene istituito a protezione di beni immobili; si realizza così una   vera e propria “protezione” patrimoniale in quanto i beni diventano impignorabili. Proprio per tali motivi il trust viene spesso impiegato per separare e proteggere il patrimonio personale da quello aziendale o per tutelare tutti quei soggetti il cui patrimonio può essere compromesso da attività professionali rischiose (medici, avvocati, funzionari, ecc.) o, semplicemente, da comportamenti personali avventati (gioco d'azzardo, uso di droghe e alcool, ecc.). 

Una delle finalità maggiormente ritenute meritevoli di tutela da parte dell’ordinamento è quella di tutela dei minori e dei soggetti diversamente abili: spesso, come visto, le disposizioni testamentarie prevedono che i minori abbiano un godimento limitato dei beni fino alla maggiore età o che i soggetti diversamente abili possano godere dei beni in trust senza esserne pieni proprietari magari mediante l’ausilio e l’assistenza di terzi soggetti indicati nel trust. 

Altro motivo che può indurre un soggetto a ricorrere al trust è la tutela del patrimonio per finalità successorie: di frequente un trust viene costituito allo scopo di tutelare un patrimonio nel passaggio generazionale o dallo sperpero ad opera di soggetti incapaci di amministrarlo, dediti al gioco o affetti da eccessiva prodigalità.

Altre finalità del Trust possono essere quelle di beneficenza o la costituzione di forme di investimenti e pensionistiche: i piani di investimento pensionistici ed i fondi comuni  sono derivazione dei trust fund anglosassone. 

L’istituzione di un trust in determinati casi può determinare un “vantaggio di natura fiscale” ma se tale finalità è stata è l’unico o principale motivo che ha spinto il soggetto ad istituire un trust, esso può essere considerato illegittimo e pertanto revocato ed soggetto a sanzione.Il Trust in Italia è diventato operante nel 1992, in seguito alla ratifica della Convenzione dell’Aja del 1985, trattato multilaterale nel quale gli stati firmatari hanno stabilito disposizioni comuni relativamente alla legge applicabile ai Trust e al loro riconoscimento.

Si tratta quindi di un istituto riconosciuto nel nostro Paese ma non regolamentato dalla legge.
Nonostante i numerosi disegni di legge in materia il nostro ordinamento risulta ancora carente sulla disciplina civilistica del trust.

La legge da applicare viene scelta dal disponente nell’ambito delle giurisdizioni che prevedono una disciplina specifica del Trust. Nel caso in cui ciò non avvenga l’istituto viene regolato dalla legge con la quale ha legami più stretti.

 

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