Dissoluzione, Amministrazione Controllata e Fallimento delle società negli Stati Uniti

Il nostro studio offre servizi per la dissoluzione volontaria societaria con conseguente deposito della documentazione e chiusura posizione societaria presso l' agenzia delle entrate statunitense I.R.S. (Internal Revenue Service).

Vi ricordiamo che è buona prassi sia chiudere una società presso la Camera di Commercio competente , quindi non abbandonarla , sia chiudere la posizione presso l' Agenzia delle Entrate per non avere problemi futuri. 

Dissoluzione negli Stati Uniti

La dissoluzione è un concetto legale che si riferisce alla morte formale della compagnia. Una volta che una società completa il processo di dissoluzione, non è più un'entità legale formale.

Una società può essere sciolta volontariamente dai suoi soci o azionisti o involontariamente dal Segretario di Stato nello stato in cui tale società viene automaticamente dissolta  ADMINISTRATIVE DISSOLUTION per il mancato pagamento delle tasse annuali dovute.

Ricordiamo che in caso  di "ADMINISTRATIVE DISSOLUTION" i soci diventano responsabili per gli eventuali debiti societari.

La società può andare incontro a dissoluzione involontaria quando i creditori possono presentare una petizione al tribunale per costringere una società alla dissoluzione.

Identificare gli interessi e le ragioni della dissoluzione é necessario per arrestare la produzione di un azienda.

La dissoluzione aziendale di solito è presa di comune accordo tra i soci o gli azionisti che si riuniscono in assemblea generale o in assemblea straordinaria, ma molte volte capita che siano in disaccordo tra di loro.

In questo caso diamo a disposizione un Avvocato in Roma che si può occupare della pratica.

Amministrazione controllata negli Stati Uniti

Il Chapter 11 (letteralmente "Capitolo 11") è una norma della legge fallimentare statunitense.

Consente alle imprese che lo utilizzano una ristrutturazione a seguito di un grave dissesto finanziario. È una legge federale statunitense, ed i soggetti possono, in alternativa, ricorrere a leggi statali, spesso più rapide e snelle, per gestire situazioni di insolvenza. Il Chapter 11 è utilizzabile sia dalle imprese, in forma societaria o individuale, sia da privati cittadini (nell'ordinamento statunitense, infatti, anch'essi sono soggetti al fallimento). L'utilizzo di gran lunga prevalente è però quello da parte delle società. È grossomodo equivalente all'amministrazione controllata un tempo prevista nella legislazione italiana e reintrodotta dal Decreto Sviluppo (Decreto Legge 22.06.2012 n° 83)

Il Chapter 7, per contrasto, riguarda il FALLIMENTO vero e proprio che sfocia nella liquidazione totale dei beni dell'impresa, mentre il Chapter 13 è relativo alle procedure che coinvolgono privati individui con debiti di importo relativamente limitato (il tetto al 2007 era pari a circa 300.000 dollari di debiti non garantiti e 1 milione di debiti garantiti).

Funzionamento

Quando un imprenditore negli Stati Uniti non è in grado di onorare i suoi debiti, quest'ultimo o i suoi creditori possono chiedere ad una corte federale la protezione prevista dal Chapter 7 o dal Chapter 11. Con il Chapter 7 l'impresa cessa la sua attività e un trustee vende tutti i suoi beni e distribuisce il ricavato ai creditori. È equivalente alla normale procedura fallimentare della normativa italiana.

Nel Chapter 11 l'imprenditore rimane solitamente in possesso di tutti i suoi beni ed è però sottoposto al controllo e alla giurisdizione della corte. Con l'ingresso nel Chapter 11 tutte le azioni dei creditori volte a pretendere il pagamento dei loro debiti sono automaticamente bloccate (esattamente come nella legge fallimentare italiana). Alcuni contratti, conosciuti come contratti esecutivi, possono essere cancellati se è finanziariamente conveniente per la procedura. Tali contratti includono i contratti di lavoro, i leasing immobiliari, contratti di manutenzione o fornitura.

Chapter 11 è una procedura di riorganizzazione e non di liquidazione. Il suo scopo è quindi quello di risanare l'impresa. A tale scopo viene impostato un piano che nel giro di alcuni mesi o anche anni, a seconda della dimensione e della complessità della procedura, dovrebbe risanare la situazione e far uscire l'impresa dal Chapter 11. Il piano di risanamento deve essere proposto dall'impresa stessa e approvato dal giudice. Nel caso in cui un piano non venga accettato o non si riesca a portarlo avanti il giudice può convertire la procedura nel Chapter 7 e iniziare la liquidazione.

Nel Chapter 11, come nelle altre procedure, il pagamento dei debiti avverrà seguendo un ordine di priorità, prima i creditori garantiti (secured creditor) poi i dipendenti e i fornitori di beni ed infine tutti gli altri. Il creditore garantito è, nella legislazione Americana, un creditore con il beneficio di una garanzia frutto di, o in accordo a, una azione di legge fatta per assicurare la performance di una obbligazione, operata verso alcuni o tutti gli asset del debitore. Nell'eventualità di fallimento del debitore, il creditore garantito può far valere questa "assicurazione" nei confronti degli asset del debitore ed evitare di competere nel momento della liquidazione con i creditori che non godano di tale beneficio.

FALLIMENTO

Il capitolo 7 del Titolo 11 del Codice degli Stati Uniti (Codice Fallimentare) regola il processo di liquidazione ai sensi delle leggi fallimentari degli Stati Uniti (al contrario, i Capitoli 11 e 13 regolano il processo di riorganizzazione di un debitore in fallimento). Il capitolo 7 è la forma più comune di fallimento negli Stati Uniti.

Quando un'impresa in difficoltà non è in grado di pagare i propri creditori, può presentare istanza (o essere costretta dai suoi creditori a presentare istanza) per bancarotta presso un tribunale federale ai sensi del capitolo 7. Un deposito del capitolo 7 significa che l'attività cessa le operazioni a meno che tali operazioni non siano proseguite da un soggetto curatore fallimentare TRUSTEE del capitolo 7. Un TRUSTEE del Capitolo 7 viene nominato quasi immediatamente, con ampi poteri per esaminare gli affari finanziari dell'azienda. Il fiduciario generalmente liquida le attività e distribuisce i proventi ai creditori.  Ciò può o meno significare che tutti i dipendenti perderanno il lavoro. Quando una grande azienda entra in fallimento del Capitolo 7, intere divisioni della società possono essere vendute intatte ad altre società durante la liquidazione.

Gli investitori che hanno assunto il minor rischio prima del fallimento sono generalmente pagati per primi. Ad esempio, i creditori garantiti (secured creditors) avranno assunto meno rischi, poiché il credito che essi avrebbero esteso è generalmente garantito da garanzie reali, come le attività della società debitrice. I creditori garantiti spesso sanno che verranno pagati per primi se la società dichiara fallimento.  I creditori totalmente garantiti (fully secured creditors), come gli obbligazionisti garantiti o i prestatori di mutui ipotecari, hanno un diritto legalmente applicabile alla garanzia che garantisce i loro prestiti o al valore equivalente, un diritto che generalmente non può essere sconfitto dal fallimento. Un creditore è completamente garantito se il valore della garanzia per il suo prestito al debitore è pari o superiore all'importo del debito. Per questo motivo, tuttavia, i creditori totalmente garantiti non hanno il diritto di partecipare a qualsiasi distribuzione di attività liquidate che il curatore fallimentare potrebbe effettuare.

In un caso del capitolo 7, una società o una società di persone non riceve una condanna al fallimento. Un individuo può ricevere una dimissione dal Capitolo 7 (vedi 11 U.S.C. § 727 (a) (1)). Una volta che tutte le attività del debitore della società o della società sono state completamente amministrate, il caso è chiuso. I debiti della società o della società in teoria continuano ad esistere fino alla scadenza dei termini di prescrizione previsti dalla legge.

Metodi di deposito per fallimento

In proprio attraverso software

Negli Stati Uniti e' permesso di iniziare la procedura di bancarotta inviando informazioni sul fallimento attraverso una semplice interfaccia di una pagina Web.

Preparatore di petizioni (PARALEGALE) senza avvocato

Un'alternativa al fai-da-te è il preparatore della petizione fallimentare. Questo metodo fa appello a coloro che non possono permettersi il costo elevato degli avvocati fallimentari e allo stesso tempo non vogliono la seccatura e l'incertezza dei modelli auto-preparati. I preparatori di petizioni fallimentari soddisfano questa esigenza. Le forme di fallimento sono preparate da individui esperti. Tuttavia, la preparazione della petizione da parte di un preparatore o di un paralegale non garantisce il rispetto di tutte le leggi applicabili né assicura che venga offerto il massimo vantaggio dalle esenzioni. Come nel caso del software per i fallimenti online, in alcuni casi i debitori trasmettono le loro informazioni sui fallimenti attraverso una semplice interfaccia di una pagina Web. Anziché disporre di alcuni software che generano automaticamente i moduli, i paralegali addestrati utilizzano le informazioni per preparare il documento e quindi consegnarli al debitore. I curatori fallimentari controlleranno la petizione fallimentare per assicurarsi che la petizione sia stata preparata correttamente, proprio come farebbe il fiduciario se un avvocato avesse preparato i moduli. 

Avvocato fallimentare

Un avvocato fallimentare può avvisare il consumatore quando è il momento migliore per presentare la domanda, se è qualificano per richiedere un capitolo 7 o  un capitolo 13, assicurandosi che tutti i requisiti siano soddisfatti in modo che il fallimento proceda senza intoppi.

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